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AIDO PRESENTE ALLA MOSTRA DEL LOTTO PRESSO PALAZZO DELLE PAURE DI LECCO

UN DIALOGO CHE ATTRAVERSA I SECOLI

L’incontro con la Bellezza

L’edizione di quest’anno si presenta nel suo concept e nella sua modalità attuativa come un’evoluzione dell’esperienza trascorsa: un confronto-dialogo tra un capolavoro di un grande maestro del passato, come Lorenzo Lotto, e un affermato artista contemporaneo, Giovanni Frangi, chiamato a misurarsi con l’opera antica per dar forma ad una propria visione.

 
 

 

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AIDO e Atelier Europeo

 

 

Da un’intuizione dell’AIDO di Coccaglio e della Sezione Provinciale di Brescia

 

 

 

 

AIDO e Atelier Europeo

 

stanno raccogliendo tutta la legislazione europea riguardante la donazione di organi

 

 

Sei uno studente universitario di medicina,

 

mediazione linguistica o giurisprudenza?

 

 

PARTECIPA ALLA RICERCA COME VOLONTARIO

e aiuta a costituire FEDO (Federazione Europea Donazione di Organi)

Il lavoro si svolgerà a distanza e a fine progetto Atelier Europeo organizzerà un viaggio a Bruxelles e vi permetterà di vivere un’esperienza europea di scambio giovanile.

Scrivi a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. per informazioni e iscrizioni

www.aido.it www.ateliereuropeo.eu

 

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Donazione e trapianto: riflessione in atto sul dovere dell’anonimato

 

Recentemente è tornato di attualità il dibattito sulla regolamentazione dell’anonimato e nel trapianto di organi.

 

Riportiamo una sintesi di una intervista concessa dalla Presidente Nazionale Aido, Favia Petrin, a “Corriere Salute”

 

La Legge 91 del 1999 )( la legge che ha regolamentato la donazione degli organi e tessuti) all’art. 18 prevede che “il personale sanitario ed amministrativo impegnato nelle attività di trapianto è tenuto a garantire l’anonimato dei dati relativi al donatore e al ricevente”. C’è anche la legge sulla Privacy che impedisce di rendere notii dati di chi ha donato e i dati di chi ha ricevuto.

 

Questa normativa negli ultimi anni è stata messa in discussione in particolare a seguito di diverse iniziative di donne e uomini che desiderano conoscere le persone che hanno avuto il dono da un loro caro, oppure persone che vogliono conoscere le famiglie del donatore per poter esprimere gratitudine ai famigliari della persona che ha permesso loro di continuare a vivere. Si tratta di problemi di profonda e delicata natura etica e morale.

 

Oggi, nel rispetto della legge, i medici e tutto il personale sanitario non possono dare queste informazioni.

 

Alla famiglia di chi ha donato gli organi viene però inviata una lettera di ringraziamento, con la quale si comunica che la donazione è andata a buon fine.

 

AIDO sostiene che l’anonimato perché ritiene che il dono offerto a persone sconosciute esalti comunque la bellezza etica del gesto. Donare in anonimato è carattere distintivo di una società solidale e profindamente civile.

 

Perché l’anonimato?

 

Perché l’anonimato preserva/tutela le due famiglie da rapporti complicati.

 

La famiglia del donatore deve elaborare e superare il lutto.

 

La famiglia di chi ha ricevuto il dono deve ritrovare di nuovo la serenità perché la malattia grave coinvolge tutta la famiglia

 

La Presidente Nazionale Flavia Petrin racconta: Nella mia esperienza ho conosciuto molte famiglie che si sono incontrate, specialmente prima della Legge 91/9, con risultati fra loro molto diversi: accanto a storie bellissime ci sono vicende molto dolorose di cui bisogna tener conto.

 

Certo che la normativa italiana potrebbe modificarsi, e il Comitato Etico Nazionale, interpellato dal Ministero della Salute, ha già dato una prima indicazione.

 

AIDO ritiene comunque che il principio all’anonimato debba essere rispettato.

 

Sta seguendo l’evoluzione della Legge e sosterrà che almeno l’anonimato sia preservato nella fase iniziale della donazione degli organi, proprio a tutela delle persone più fragili.

 

In una fase successiva, trascorso un ragionevole lasso di tempo, si potranno sperimentare forme di accompagnamento all’incontro fra le famiglie da parte di una Commissione Terza, così come avviene, con ottimi risultati, nella donazione di organi da vivente solo se entrambe le famiglie saranno favorevoli all’incontro.

 

Articolo apparso su L’Arcobaleno – organo dell’Aido Nazionale

 

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Diventare donatori di organi è una scelta che permette a ciascuno di noi di compiere un atto di amore verso il prossimo, trasformandoci in supereroi