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L’AIDO DI LECCO NON SI FERMA!

 

Dal 31 ottobre all’8 novembre 2020,  assieme a tanti gruppi comunali  avremmo dovuto essere presenti alla Mostra dell'Artigianato di Erba, per poter parlare di donazione.

 

Grazie all’interessamento della nostra segretaria Ilaria Bonacina, ci era stato assegnato gratuitamente uno stand ,  a causa della situazione epidemiologica quest'anno ciò non sarà possibile.

 

Ma siccome l'evento non è stato annullato, attraverso  uno spazio nella Digital Edition al seguente link, https://www.mostrartigianato.com/.../artigiani-per-il.../

 

Abbiamo potuto, attraverso  dei video informativi, proporre la cultura della donazione degli organi oltre a fornire  i contatti dei gruppi della nostra provincia.

 

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PRIMO IMPEGNO PUBBLICO DEL NUOVO CONSIGLIO DIRETTIVO AIDO PROVINCIALE LECCO

 

Prima uscita del nuovo Consiglio direttivo dell’Aido Provinciale di Lecco, scelto lo scorso 13 settembre 2020, durante l’assemblea elettiva da una settantina di delegati in rappresentanza dei circa 26.000 iscritti Lecchesi all’Aido.

 

Successivamente gli eletti hanno assegnato le cariche:

 

Presidente

Antonio Sartor

Vice Presidente Vicario

Giacomo Colombo

Vice Presidente

Enrica Motterlini

Amministratore

Mario Lafranconi

Segretaria

Ilaria Bonacina

Consigliere e operatore Sistema Informativo Aido

Mosè Merlo

Consigliere

Giuseppe Larosa

Consigliere

Simone Beretta

Consigliere

Antonina Borgese

Consigliere

Marta Fumagalli

Consigliere

Luigi Pessina

 

 

 

Nella mattinata di domenica 12 ottobre 2020, una delegazione del Consiglio ha partecipato alla  Santa Messa in Basilica di San Nicolò in Lecco per chiudere le attività dedicate alla Giornata Nazionale del Si, particolarmente significativa la pagina del Vangelo dedicata alla Parabola del Seminatore, che ci ha fatto riflettere sull’importante  lavoro del seminare il seme della cultura della donazione degli organi, assicurandoci che esso crescerà, ringraziamo Don Davide Milani per le sue parole.

 

Questo impegno segue di poco la partecipazione alla nostra Assemblea Regionale,  (Sabato 11 ottobre 2020) dove la nostra Presidente Nazionale, Flavia Petrin, ci ha ricordato l’importanza dell’iscrizione all’Aido e la sua differenza con la sola scelta di donare gli organi fatta all’atto del rinnovo della carta di identità. Importati tutte e due, la scelta di iscriversi all’Aido porta con sé la scelta civica e sociale di diventare parte di una comunità, di un movimento sociale che s’impegna ad essere ambasciatore del dono nel privato e nel pubblico.

 

 

 

Antonio Sartor

 

Presidente Aido Provincia di Lecco

 

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Donazione e trapianto: riflessione in atto sul dovere dell’anonimato

 

Recentemente è tornato di attualità il dibattito sulla regolamentazione dell’anonimato e nel trapianto di organi.

 

Riportiamo una sintesi di una intervista concessa dalla Presidente Nazionale Aido, Favia Petrin, a “Corriere Salute”

 

La Legge 91 del 1999 )( la legge che ha regolamentato la donazione degli organi e tessuti) all’art. 18 prevede che “il personale sanitario ed amministrativo impegnato nelle attività di trapianto è tenuto a garantire l’anonimato dei dati relativi al donatore e al ricevente”. C’è anche la legge sulla Privacy che impedisce di rendere notii dati di chi ha donato e i dati di chi ha ricevuto.

 

Questa normativa negli ultimi anni è stata messa in discussione in particolare a seguito di diverse iniziative di donne e uomini che desiderano conoscere le persone che hanno avuto il dono da un loro caro, oppure persone che vogliono conoscere le famiglie del donatore per poter esprimere gratitudine ai famigliari della persona che ha permesso loro di continuare a vivere. Si tratta di problemi di profonda e delicata natura etica e morale.

 

Oggi, nel rispetto della legge, i medici e tutto il personale sanitario non possono dare queste informazioni.

 

Alla famiglia di chi ha donato gli organi viene però inviata una lettera di ringraziamento, con la quale si comunica che la donazione è andata a buon fine.

 

AIDO sostiene che l’anonimato perché ritiene che il dono offerto a persone sconosciute esalti comunque la bellezza etica del gesto. Donare in anonimato è carattere distintivo di una società solidale e profindamente civile.

 

Perché l’anonimato?

 

Perché l’anonimato preserva/tutela le due famiglie da rapporti complicati.

 

La famiglia del donatore deve elaborare e superare il lutto.

 

La famiglia di chi ha ricevuto il dono deve ritrovare di nuovo la serenità perché la malattia grave coinvolge tutta la famiglia

 

La Presidente Nazionale Flavia Petrin racconta: Nella mia esperienza ho conosciuto molte famiglie che si sono incontrate, specialmente prima della Legge 91/9, con risultati fra loro molto diversi: accanto a storie bellissime ci sono vicende molto dolorose di cui bisogna tener conto.

 

Certo che la normativa italiana potrebbe modificarsi, e il Comitato Etico Nazionale, interpellato dal Ministero della Salute, ha già dato una prima indicazione.

 

AIDO ritiene comunque che il principio all’anonimato debba essere rispettato.

 

Sta seguendo l’evoluzione della Legge e sosterrà che almeno l’anonimato sia preservato nella fase iniziale della donazione degli organi, proprio a tutela delle persone più fragili.

 

In una fase successiva, trascorso un ragionevole lasso di tempo, si potranno sperimentare forme di accompagnamento all’incontro fra le famiglie da parte di una Commissione Terza, così come avviene, con ottimi risultati, nella donazione di organi da vivente solo se entrambe le famiglie saranno favorevoli all’incontro.

 

Articolo apparso su L’Arcobaleno – organo dell’Aido Nazionale

 

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Diventare donatori di organi è una scelta che permette a ciascuno di noi di compiere un atto di amore verso il prossimo, trasformandoci in supereroi