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PRESENTAZIONE E INAUGURAZIONE TOTEM INFORMATIVO ‘SOFFIO VITALE’

 

Mercoledì 26 settembre, alle ore 11.30, presso l'aula bianca dell’Ospedale A.Manzoni di Lecco, verrà presentato il Totem "Soffio Vitale", realizzato grazie alla collaborazione tra gruppo Aido, studenti dell'Istituto Badoni di Lecco (che si sono occupati della realizzazione del software del dispositivo), studenti dell'istituto CFP Aldo Moro (che hanno seguito la parte dell’hardware) e il Coordinamento Locale Prelievo Organi e Tessuti dell'area lecchese. Il totem sarà posizionato presso la Hall dell'ospedale Manzoni e offrirà la possibilità agli utenti del nosocomio di approfondire la conoscenza di un tema profondamente delicato - quale è appunto quello della donazione - in modo semplice, immediato e facilmente fruibile.  
La realizzazione del Totem è stata possibile grazie alla sponsorizzazione ricevuta dall'Avv. Nicoletta Spagnolo e dal  Rotary Club Lecco Manzoni.

 

 

 

 

 

Di seguito il programma della conferenza stampa:

 

- Saluti del dott. Paolo Favini, commissario ASST Lecco, e della dott.ssa Flavia Pirola, direttore sanitario ASST Lecco
- Intervento di presentazione della dott.ssa Patrizia Fumagalli, del coordinamento locale prelievo organi e tessuti

 

- Saluti dei presidenti provinciali/cittadini di AIDO-AVIS

 

- Saluti del dirigente dell’Ufficio Scolastico di Lecco, dott. Luca Volonté

 

- Presentazione del Totem e del software ‘Soffio vitale’ da parte degli alunni della Fondazione ‘Mons.Parmigiani’ di Valmadrera e dell’ IIS ‘A.Badoni’ di Lecco

 

- Saluti delle Autorità locali (Sindaco di Lecco e Presidente della Provincia)

 

- Chiudono gli interventi i dott. Giuseppe Piccolo, coordinatore regionale Trapianti e Sergio Vesconi, presidente della Fondazione Trapianti Onlus

 

A seguire si terrà l’inaugurazione del Totem e il rinfresco.

 

 

 

 

 

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Trapianti: Nanni Costa, prelievo organi impossibile nel deserto ma vigilare

Organi prelevati ai migranti che non pagano i trafficanti di uomini. É uno scenario terribile e inquietante quello emerso dalle dichiarazioni di un collaboratore di giustizia nell'operazione della polizia che ha portato ad individuare un'organizzazione ramificata per il traffico di migranti. Ma è importante ricordare che prelevare reni, fegato o altro non è come portare via un portafogli. “Servono strutture, professionalità elevate, organizzazione ferrea. Non è qualcosa che può essere fatta nel deserto”, spiega il direttore del Centro nazionale trapianti (Cnt), Alessandro Nanni Costa, che sottolinea come lo stesso procuratore di Palermo, Francesco Lo Voi, che ha coordinato le indagini, ha ampiamente chiarito la mancanza di riscontri del fenomeno.

“Per fare un prelievo di organi, che siano poi anche utilizzabili per un trapianto - precisa Nanni Costa - ci sono alcuni requisiti minimi: deve esserci una sala operatoria che garantisce una sterilità. L'eventuale vittima deve essere addormentata. E' necessario poi un medico in grado di prelevare correttamente. Per assegnare l'organo, poi, è necessario un laboratorio di immunogenetica. E servono una serie di esami per valutare la compatibilità tra donatore e ricevente. L'organo, inoltre, deve essere trasportato in condizioni sterili e senza subire danni. Infine è necessario chiamare il ricevente che a sua volta deve essere operato in una struttura in grado di eseguire interventi di tale complessità”.

Un tipo di traffico non certo semplice e che, in ogni caso, è impraticabile in Italia, spiega l'esperto. “Nel nostro Paese, così come in Europa - spiega Nanni Costa - nessun organo che non arrivi da un centro di coordinamento e che non abbia un percorso tracciato secondo precise regole, può entrare in un ospedale. Né possono entrare organi provenienti da qualsiasi Paese”. E i controlli sono ad ogni livello. “Le liste d'attesa per ciascun organo - continua il presidente del Cnt - sono continuamente monitorate. Sappiamo con certezza le ragioni di ingresso e d'uscita: nessuno potrebbe farsi operare all'estero senza farlo sapere a nessuno. Anche perché poi avrebbe comunque necessità di cure a lungo termine. In 10 anni non abbiamo registrato nessun caso di 'turismo trapiantologico' per gli italiani”.

E nel nostro Paese organismi istituzionali e forze dell'Ordine sono in grado anche di controllare eventuali richieste sospette via Internet o attività di intermediari, “fenomeni che non si registrano nel nostro Paese”. Non si possono escludere invece, più in generale, fenomeni illeciti o criminali legati al turismo trapiantologico. “Ci sono Paesi che hanno capacità tecnologiche e organizzative per realizzare trapianti. E dove i controlli mancano, come in Pakistan. In questi casi, per i trapianti da vivente, la possibilità di fenomeni di sfruttamento di persone in difficoltà economiche sono possibili. L'Italia, attraverso il monitoraggio continuo delle liste d'attesa e la vigilanza in rete, controlla anche il turismo trapiantologico. Sarebbe necessario che tutti i Paesi lo facessero”.

(AdnKronos Salute)

 

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Diventare donatori di organi è una scelta che permette a ciascuno di noi di compiere un atto di amore verso il prossimo, trasformandoci in supereroi